Split Fiction recensione
Dopo l’enorme successo raggiunto con It Takes Two, il team di Hazelight Studios guidato da Josef Fares torna alla ribalta con Split Fiction, una nuova avventura cooperativa split-screen giunta finalmente su PlayStation 5, Xbox Series e infine PC. L’immaginazione è la colonna portante del titolo, su cui si erigono trama e gameplay.
Lo studio svedese ha regalato al pubblico delle esperienze di gioco davvero intime, le quali hanno portato i giocatori a divertirsi con il proprio compagno d’avventura, permettendogli di condividere tantissime emozioni grazie a guizzi di game design davvero stupefacenti. Split Fiction sarà riuscito a conquistarci in egual modo? Scopriamolo.
Split Fiction Recensione, “fantasyenza”
E se la nostra immaginazione prendesse forma? È proprio da questo spunto da cui prende vita Split Fiction, che vede protagoniste Mio e Zoe, due aspiranti scrittrici che ben presto si ritroveranno intrappolate in realtà alternative costruite proprio sulla loro immaginazione.
Le ragazze a seguito di un incidente avvenuto durante i test di una tecnologia sperimentale e tremendamente ambiziosa, rimarranno bloccate all’interno di uno spazio virtuale e attraversando dei glitch, esploreranno dei mondi basati sulle loro passioni: la fantascienza e il fantasy.
Da perfette sconosciute, le fanciulle impareranno a conoscersi nelle mirabolanti avventure che percorreranno attraverso i mondi da loro immaginati, cercando come fine ultimo di tornare alla realtà. Durante questi frenetici viaggi, i giocatori scopriranno i retroscena delle vite di Mio e Zoe, le quali raccontano pezzi importanti di se stesse nelle loro storie.

Ogni mondo racconta una storia: nonostante tematiche come fantascienza e fantasy saranno sempre ricorrenti, ciascun viaggio è condito da una propria trama che ci aiuta a conoscere da più vicino le due protagoniste. Questi macro livelli sono stati una montagna russa di situazioni frenetiche e a dir poco coinvolgenti.
Tra inseguimenti, boss fight, enigmi e sequenze di platforming, la storia riesce a mantenere sempre alti i suoi ritmi con le interazioni delle avventuriere grazie a momenti di pura comicità e di grande tensione, a tal punto da diventare un turbinio di emozioni.
In particolar modo, abbiamo apprezzato come lo sviluppo degli eventi creasse degli scambi di battute sempre più confidenziali tra le protagoniste, come se i giocatori imparassero a conoscersi a vicenda attraverso il rapporto d’amicizia che man mano si sviluppa tra Mio e Zoe. Ed è proprio su questo aspetto che si costruisce l’esperienza cooperativa del gioco.
Se in A Way Out la fiducia era l’elemento trainante non solo del racconto ma anche del suo gameplay, in Split Fiction conoscere meglio il proprio compagno è indubbiamente un fattore importante per il suo sviluppo ludico e narrativo, seppur in questo caso ci è parso meno intimo.
Dopotutto ci è sembrato molto più complicato immergerci nella costruzione del rapporto tra le due protagoniste, poiché non vi è alcunché da costruire in rapporto già consolidato, ed è proprio su questo aspetto in cui l’avventura di Split Fiction perde quella magia così determinante nel rendere unica la sua filosofia di cooperativa.

Viaggio nei mondi
L’esperienza cooperativa di Split Fiction è ricca e variegata e il merito passa dalle molteplici meccaniche e dinamiche di gameplay che caratterizzano i vari mondi esplorati – e immaginati – da Mio e Zoe. In ciascun livello infatti, le due protagoniste saranno distinte da poteri e accessori diversi ma complementari, creando così un’esperienza unica per entrambi i giocatori.
Difatti nei mondi fantascientifici e fantasy le ragazze collaboreranno tra loro per superare puzzle, ostacoli e nemici sfruttando tutti gli strumenti messi a disposizione da ciascun immaginario. Grazie al mix di elementi ludici, Hazelight Studios è riuscito un gameplay davvero divertente, capace soprattutto di coinvolgere fino all’ultimo gli utenti.
Tra fughe in moto in città futuristiche e trasformazioni in gorilla e alberi giganti, nonostante la ricorrenza dei due generi letterari il titolo riesce a costruire un’avventura frenetica e capace soprattutto di regalare situazioni sempre nuove. Come se non bastasse, ogni avventura viene caratterizzata dalle storie scritte dalle due protagoniste.
Ed è difficile elencare quante cose si faranno in questa surreale avventura, specie se consideriamo la presenza di mondi secondari che ampliano in maniera esorbitante la creatività di un gameplay sempre più sorprendente. Difatti, questi livelli extra sono una vera e propria boccata d’aria per staccarsi momentaneamente dall’avventura principale.

La nuova creatura di Hazelight Studios infatti opta per una campagna decisamente più corposa, con dei livelli principali più longevi, che per certi versi potremmo definire “interminabili”. Nonostante i ritmi sempre più serrati del gameplay, questi mondi possono alla lunga stancare, pertanto la presenza dei mondi secondari aiuta i giocatori a staccarsi dal canovaccio narrativo.
Tali scenari regalano delle mini avventure davvero particolari, caratterizzate soprattutto da gameplay unici e storie piuttosto esilaranti. Altri mondi celano al loro interno degli autentici mini giochi capaci di mettere in competizione gli utenti e come se non bastasse, la cura riposta nella loro creazione è assolutamente maniacale.
Nel nostro caso abbiamo trovato decisamente più divertenti queste storie secondarie, le quali ci hanno permesso di vivere situazioni di maggiore respiro senza smettere di assaporare quello che definiamo come un gameplay mutaforma, il quale non smette mai di proporre nuove idee per tutta la durata del gioco.
Un altro aspetto che abbiamo riscontrato è una difficoltà meno generosa: in alcune sequenze Split Fiction ci è sembrato alquanto punitivo nei confronti di chi soprattutto non è abituato a gameplay così articolati, seppur tale ostacolo non è affatto insormontabile.

Un’immaginazione da mozzafiato
Split Fiction non ha una direzione artistica così originale, soprattutto nei mondi principali. Difatti si ripercorrono i canoni e le caratteristiche più conosciute della fantascienza e del fantasy, tanto da citare opere d’intrattenimento che hanno segnato intere generazioni di appassionati dei due generi.
Stilisticamente difatti non riesce a raggiungere la medesima meraviglia di It Takes Two che non solo aveva un’inventiva a dir poco incredibile, ma era caratterizzato da uno stile molto vicino ai film d’animazione. L’ultima opera dal team guidato dalla mente geniale di Josef Fares opta per un maggiore realismo, dove l’impianto grafico ci ha regalato degli scenari mozzafiato.
Nonostante Mio e Zoe non siano poi così visivamente dettagliate, Split Fiction sa essere una vera gioia per gli occhi e su PlayStation 5 lo split-screen non ha causato alcun problema tecnico, regalandoci così un’avventura decisamente scorrevole e piacevole da vedere – e giocare – .
Nonostante ciò, il titolo centra perfettamente l’obiettivo: costruire un’esperienza cooperativa totalizzante e priva di incertezze che possano minare alla qualità del divertimento, facendo appunto della cooperativa sia online che locale il suo cavallo di battaglia. Ottimo anche il comparto sonoro e il doppiaggio che in questo caso è interamente in italiano.

Split Fiction RECENSIONE, un’esperienza fantastica
Come avrete intuito riteniamo che Split Fiction non sia attualmente il videogioco migliore sfornato dalle fucine di casa Hazelight Studios, tuttavia è impossibile non sottolineare come anche questa volta lo studio svedese sia riuscito a creare un’esperienza di gioco incredibile.
Nonostante degli inciampi sui ritmi di gioco e una storia meno accattivante, le vicende di Mio e Zoe mettono al primo posto l’empatia, fattore fondamentale non solo per il coinvolgimento dei giocatori, ma anche dello sviluppo del rapporto d’amicizia che si formerà tra le due protagoniste.
La cooperativa split-screen è invece la punta di diamante del gioco, una serie d’avventure rese particolari dal continuo inserimento di meccaniche di gioco uniche, con un gameplay che continua a mutare la sua forma a seconda del mondo esplorato. Questo fattore poi, si accentua nei mondi secondari, che riteniamo decisamente più assurdi.
Split Fiction non riesce però a replicare quella medesima qualità raggiunta con It Takes Two (a tal proposito, recuperate la nostra recensione), che dalla sua gode di un’impalcatura ludica e narrativa più intima. Difatti il GOTY 2021 riusciva a coinvolgere nel personale i giocatori e soprattutto le coppie grazie a tematiche ben caratterizzate.
Ciononostante, il gioco riesce a stupire grazie ai guizzi di genialità di game design, dove le meccaniche di gioco risultano complementari e mai fine a sé stesse. È proprio grazie a questi aspetti se abbiamo davanti una delle migliori esperienze cooperative che il mercato videoludico ha da offrirci.
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